Beatrice Dillon (UK)
Beatrice Dillon nasce a Londra nel 1980 e si muove fin da subito in un territorio di confine tra club culture, improvvisazione, sound art e musica contemporanea. La sua formazione attraversa ascolti e pratiche molto diverse: jazz, dub, minimalismo, percussioni non occidentali, computer music. Questa pluralità non si traduce in eclettismo superficiale, ma in un linguaggio estremamente coerente, fondato su ritmi asimmetrici, micro variazioni e un uso chirurgico del timbro. Workaround (PAN, 2020) è il punto di arrivo di una ricerca che integra strumenti acustici (percussioni, fiati, corde), collaborazioni con musicisti come Laurel Halo, Lucy Railton, Kuljit Bhamra, e una scrittura che lavora per sottrazione: niente è superfluo, ogni elemento ha una funzione precisa. Dillon è interessata al ritmo come fenomeno percettivo più che come semplice pulsazione: pattern che si incastrano, slittano, si scompongono, generano una sensazione di movimento continuo senza mai esplodere in forme convenzionali. Ha realizzato commissioni per ICA, Somerset House, CTM, Southbank Centre, e ha firmato mix e lavori radiofonici che mostrano la stessa attenzione alla struttura. La sua posizione è volutamente laterale rispetto tanto alla scena club quanto alla musica “colta”: un luogo in cui la ricerca formale convive con una forte sensibilità per l’ascolto concreto, fisico, situato.
