NICOLÁS JAAR / ARS DISCANTICA
INNER_SPACES AUTUNNALE 2025 - ITINERARI INSOLITI
Lunedì, 22 Settembre
Martedì, 23 Settembre
h.20.30 Chiesa di San Fedele
CONCERTO
ARS DISCANTICA / Beatitudini
NICOLÁS JAAR / Μακάριοι
Carlo Centemeri, pianoforte e clavicembalo
Massimo Colombo, chitarra elettrica
Firas Harb, tromba
Nicolás Jaar, clarinetto basso ed elettronica
Beatrice Palumbo, voce
Milena Punzi, violoncello
Pantxo Bertin, ingegnere del suono
Vangelo di Matteo 5,1-10
1 Ἰδὼν δὲ τοὺς ὄχλους ἀνέβη εἰς τὸ ὄρος· καὶ καθίσαντος αὐτοῦ προσῆλθαν αὐτῷ οἱ μαθηταὶ αὐτοῦ· 2 καὶ ἀνοίξας τὸ στόμα αὐτοῦ ἐδίδασκεν αὐτοὺς λέγων·
3 Μακάριοι οἱ πτωχοὶ τῷ πνεύματι, ὅτι αὐτῶν ἐστιν ἡ βασιλεία τῶν οὐρανῶν.
4 μακάριοι οἱ πενθοῦντες, ὅτι αὐτοὶ παρακληθήσονται.
5 μακάριοι οἱ πραεῖς, ὅτι αὐτοὶ κληρονομήσουσι τὴν γῆν.
6 μακάριοι οἱ πεινῶντες καὶ διψῶντες τὴν δικαιοσύνην, ὅτι αὐτοὶ χορτασθήσονται.
7 μακάριοι οἱ ἐλεήμονες, ὅτι αὐτοὶ ἐλεηθήσονται.
8 μακάριοι οἱ καθαροὶ τῇ καρδίᾳ, ὅτι αὐτοὶ τὸν θεὸν ὄψονται.
9 μακάριοι οἱ εἰρηνοποιοί, ὅτι αὐτοὶ υἱοὶ θεοῦ κληθήσονται.
10 μακάριοι οἱ δεδιωγμένοι ἕνεκεν δικαιοσύνης, ὅτι αὐτῶν ἐστιν ἡ βασιλεία τῶν οὐρανῶν. 1 Vedendo le folle, Gesù salì sulla montagna e, messosi a sedere, gli si avvicinarono i suoi discepoli. 2 Aprendo la bocca, li ammaestrava dicendo:
3 «Beati i poveri in spirito,
perché di essi è il regno dei cieli.
4 Beati gli afflitti,
perché saranno consolati.
5 Beati i miti,
perché erediteranno la terra.
6 Beati gli affamati e assetati di giustizia,
perché saranno saziati.
7 Beati i misericordiosi,
perché a essi sarà fatta misericordia.
8 Beati i puri di cuore,
perché vedranno Dio.
9 Beati i pacificatori (conciliatori),
perché saranno chiamati figli di Dio.
10 Beati i perseguitati per causa della giustizia,
perché di essi è il regno dei cieli.
PRESENTAZIONE
La serata speciale nella Chiesa di San Fedele sulla tematica delle beatitudini evangeliche, con il ritorno a Inner_Spaces di Nicolás Jaar, comporta un’ulteriore esplorazione del musicista cileno nell’ambito dell’arte sacra. Sarà accompagnato da Carlo Centemeri (pianoforte e clavicembalo), Massimo Colombo (chitarra elettrica), Firas Harb (tromba), Beatrice Palumbo (voce), Milena Punzi (violoncello) e Pantxo Bertin (ingegnere del suono).
LE BEATITUDINI NEL VANGELO DI MATTEO
Le Beatitudini costituiscono l’incipit del grande discorso programmatico di Gesù, pronunciato in un monte di Galilea. È un momento solenne, Gesù vede la folla, sale sul monte e si mette a sedere (la posizione del maestro), apre la bocca e inizia a insegnare dicendo parole che annunciano la novità del Regno di Dio ai suoi discepoli, che si sono avvicinati, e alla folla, rimasta nello sfondo, pur seguendo il discorso di Gesù. Con stupore, tutti scoprono che la parola chiave dell’annuncia il Regno di Dio è: makarioi “beati”, viene ripetuta otto volte, cifra che raffigura la pienezza, come osserva il biblista K. Stock: “Gesù è venuto ad annunciare la pienezza della gioia, per mostrare il cammino verso tale gioia: questo è lo scopo del suo insegnamento. Non si tratta di una gioia a buon prezzo, Nelle singole beatitudini, Gesù indica le condizioni, la preparazione necessaria da parte dell’uomo, e rivela le azioni divine che sono la causa di questa gioia ”.
Ogni beatitudine ha una struttura tripartita:
a) Beati /
b) i poveri in spirito /
c) perché di essi è il regno dei cieli, ecc.
a) Si apre con la proclamazione: dell’essere beati;
b) poi si specificano le persone che con determinati comportamenti incarnano le beatitudini proclamate (i poveri in spirito, gli afflitti, i miti, gli affamati e assetati di giustizia, i misericordiosi, i puri di cuore, i pacificatori. i perseguitati per causa della giustizia);
c) e infine si precisa come ciascuna di queste categorie di persone venga trasformata dall’azione di Dio, nel tempo delle realtà ultime, stabilendo un legame tra presente e futuro (perché di essi è il regno dei cieli. perché saranno consolati. perché erediteranno la terra. perché saranno saziati. perché a essi sarà fatta misericordia. perché vedranno Dio. perché saranno chiamati figli di Dio).
In altre parole, Gesù proclama beati coloro che integrano nella loro vita una serie di comportamenti, atteggiamenti, modi di essere che configurano già l’uomo nuovo della vita del Regno di Dio.
Il risultato di essere beati è associato a otto condizioni (essere poveri in spirito, afflitti, miti ecc.) e ogni beatitudine ha otto “perché”, gli otto perché della felicità: perché di essi è il regno di cieli, perché saranno consolati, perché erediteranno la terra. perché saranno saziati. ecc.). Otto beatitudini, otto sfaccettature dell’uomo nuovo, otto modalità umane che compongono un’unità che si può ravvisare in Gesù stesso.
Di conseguenza, va sottolineato che le cause della felicità perfetta non sono gli atteggiamenti e situazioni umane, ma l’essere raggiunti dall’azione divina che realizza il suo disegno ultimo: il possesso del Regno, l’eredità della terra, vedere Dio e essere chiamati figli di Dio. Il Regno di Dio appartiene ai beati e similmente i cittadini del Regno sono beati.
Come sempre avviene nella predicazione del lieto annuncio, Gesù non tralascia quei tratti umani che appartengono alla sfera della sofferenza e della testimonianza della fede quando non è accolta, anzi osteggiata: beati gli afflitti, beati i perseguitati a causa della giustizia. Dimensioni esistenziali, queste, che nell’immaginario comune non vengono associate alla gioia e alla felicità. Ma nel vangelo ci sono molti segni di contraddizione che annunciano un ordine nuovo in contrasto con i riferimenti abituali del vivere nel mondo.
“Le Beatitudini rappresentano dei paradossi: i criteri mondani vengono capovolti non appena la realtà è guardata nella giusta prospettiva, ovvero dal punto di vista della scala dei valori di Dio, che è diversa dalla scala dei valori del mondo. Proprio coloro che secondo criteri mondani vengono considerati poveri e perduti sono i veri fortunati, i benedetti, e possono rallegrarsi e giubilare nonostante tutte le loro sofferenze. Le Beatitudini sono promesse nelle quali risplende la nuova immagine del mondo e dell’uomo che Gesù inaugura, il «rovesciamento dei valori»” (Benedetto XVI).
Va ricordato che la lettura dell’inizio del Discorso sulla montagna di Gesù, con le otto beatitudini, ha segnato la vita di alcune grandi figure della storia. La più nota delle quali è Mahatma Gandhi. In un discorso rivolto ai cristiani europei, Gandhi affermò: “Sebbene io stesso non sia cristiano, come umile studente della Bibbia, che vi si accosta con fede e riverenza, desidero rispettosamente presentarvi l’essenza del Sermone della Montagna”.
Gandhi sottolineava l’importanza di vivere secondo gli insegnamenti del Sermone, piuttosto che limitarsi a proclamarli. Utilizzava l’analogia della rosa per illustrare questo concetto: “Una rosa non ha bisogno di predicare. Semplicemente diffonde la sua fragranza. La fragranza è il suo sermone”. Inoltre, Gandhi affermava che il Sermone della Montagna era destinato a tutti, non solo ai discepoli di Gesù: “Penso che il Sermone della Montagna non abbia significato se non è di vitale utilità nella vita quotidiana di ognuno”.
In questa prospettiva di Vangelo come fondamento per tutti coloro che l’accolgono e di Parola di Dio che racchiude il senso più profondo della vita umana, Nicolás Jaar si cimenta in un’opera musicale in quattro atti, preceduti da un prologo.
LE BEATITUDINI IN MUSICA
Un’opera musicale sulle beatitudini è una grande sfida, la musica difficilmente può tradurre degli atteggiamenti e comportamenti umani che si presentano come un preannuncio e una profezia della vita del Regno di Dio.
Non è un caso il fatto che pochissimi musicisti abbiano intrapreso la composizione di brani con questa tematica, tra le più riuscite va segnalata la breve e intensa opera di Arvo Pärt Beatitudes. Nella proposta di San Fedele, si susseguiranno “Beatitudini” su supporto elettronico del duo Ars Discantica (Massimo Colombo e Antonio Pileggi) e un affresco “Μακάριοι” per ensemble strumentale e voce con live electronics di Nicolás Jaar.
I BEATITUDINI, ARS DISCANTICA
Il primo brano, Beatitudini, di Ars Discantica, comporta otto brevi sezioni, ognuna delle quali si riferisce a una beatitudine, ogni sezione è caratterizzata da un colore timbrico-armonico particolare che riflette il contenuto espressivo ed esperienziale di ogni beatitudine. Vengono utilizzate campionamenti di brani corali di Franz Liszt, Anton Bruckner, Olivier Messiaen che evocano particolari sfumature di alcune beatitudini.
1) Beati i poveri in spirito, perché di essi è il regno dei cieli.
Accordo su un rivolto di settima minore dalla sonorità estesa e sobriamente colorata con armonici. Un lento itinerario che conduce a un finale in cui l’appoggiatura sulla seconda maggiore suggerisce uno squarcio che si si apre verso il cielo.
2) Beati quelli che sono afflitti, perché saranno consolati.
L’afflizione viene resa musicalmente mediante tensioni armoniche e timbriche. Progressivamente si staglia il brano corale di Franz Liszt “Qui seminant in lacrimis”, S.63 (1884), con un testo tratto dal salmo 125 in legame con la beatitudine: Chi semina nelle lacrime, mieterà con giubilo.
3) Beati i miti, perché erediteranno la terra. La mitezza trova espressione nell’accordo che sovrappone due terze minori a un intervallo di seconda e nell’impiego di una filigrana corale che appare subito in pianissimo tratta da O sacrum convivium, opera giovanile di Olivier Messiaen.
4) Beati quelli che sono affamati e assetati di giustizia, perché saranno saziati.
Un accordo che associa una quarta giusta a un’altra aumentata per suggerire un anelito costante, un desiderio di giustizia. In attesa di un traguardo che giunge solo alla fine con un frammento di “Os justi” di Anton Bruckner. La composizione riprende i versetti 30 e 31 del Salmo 36, esaltante la parola del giusto: “Os justi meditabitur sapientiam, et lingua eius loquetur judicium.” La bocca del giusto parla con sapienza, E la sua lingua ragiona di giustizia.
5) Beati i misericordiosi, perché a loro misericordia sarà fatta.
La misericordia integra un doppio movimento: la si compie e la si riceve. Accogliere e dare sono i due termini della dinamica del dono che viene resa musicalmente dall’appoggiatura espressiva di seconda minore, come emerge a metà brano, e dai campionamenti di sonorità organiche che penetrano in ogni piega della struttura armonica.
6) Beati i puri di cuore, perché vedranno Dio.
Soltanto una quinta giusta che rappresenta l’integrità della purezza. Nel finale si fa sempre più chiara e presente, in un movimento litanico, una frase significativa del mottetto Tota pulchra es di Anton Bruckner, dedicato alla Beata Vergine Maria. La frase dice della Madre di Dio che è nata senza la macchia del peccato originale: “et macula originalis non est in te”.
7) Beati quelli che si adoperano per la pace, perché saranno chiamati figli di Dio.
Accordo di settima di dominante che crea un’idea di una stabilità non compiuta e la necessità di dirigersi alla ricerca di un approdo più saldo. L’appoggiatura di seconda maggiore e i ricochets degli archetti campionati in secondo piano sono un’immagine della pace come work in progress, come realtà che va sempre costruita e preservata.
8) Beati i perseguitati per motivo di giustizia, perché di loro è il regno dei cieli.
L’ultima sezione musicale utilizza l’accordo-timbro più struggente di tutta l’opera. È un accordo che riflette come un segno sonoro la dimensione della tribolazione e della persecuzione. Rinforza la percezione di un ascolto travagliato e accorato la citazione conclusiva di una parte dell’inno eucaristico Ave verum corpus di Franz Liszt, il cui testo si riferisce alla Passione di Cristo, riferimento essenziale di tutte le beatitudini. Dell’inno viene ripresa la frase:
Vere passum, immolatum in cruce pro homine, Cuius latus perforatum fluxit aqua et sanguine Veramente patì, fu immolato sulla croce per l’uomo;
dal cui fianco trafitto sgorgarono acqua e sangue
II μακάριοι, NICOLÁS JAAR
Sulla risonanza dell’ultima beatitudine musicata da Ars Discantica, entra in scena l’ensemble strumentale con voce per un’altra modalità rappresentativa dell’inizio del discorso della montagna di Gesù, I sei strumenti (tromba clarinetto basso, violoncello, pianoforte e clavicembalo, chitarra elettrica) appartengono a diverse famiglie timbriche: ottoni, fiati, archi, a corde percosse e a corde pizzicate. Una varietà che riecheggia simbolicamente la struttura unitaria delle otto beatitudini come tanti voci armoniche di un’unica nota fondamentale.
μακάριοι di Nicolás Jaar è composto da quattro atti, preceduti da un prologo, con l’impiego del testo greco delle beatitudini cantato in alcuni momenti dal soprano Beatrice Palumbo. L’autore, ben conscio dell’inadeguatezza del linguaggio musicale davanti a tali parole profetiche dell’annuncio del Regno di Gesù, ha deciso di seguire un approccio compositivo sobrio e misurato. L’enunciazione di ogni singolo versetto del Vangelo cantato dal soprano, viene seguita da una risposta strumentale dell’ensemble, come una risonanza al testo che ricostruisce concettualmente la portata esistenziale della beatitudine.
Per ogni versetto, i musicisti dispongono di una partitura con elementi interamente fissati, altri a forma aperta, modulabili nel momento dell’esecuzione. Una parte rilevante della composizione è affidata al live electronics: campioni, suoni sintetici, rielaborazioni di registrazioni dell’esecuzione, trasformazione dei parametri e filtraggi, si combinano con le parti strumentali, in una ricerca del particolare spettro armonico di ogni singola beatitudine.
Introduzione:
1 Ἰδὼν δὲ τοὺς ὄχλους ἀνέβη εἰς τὸ ὄρος• καὶ καθίσαντος αὐτοῦ προσῆλθαν αὐτῷ οἱ μαθηταὶ αὐτοῦ•
2 καὶ ἀνοίξας τὸ στόμα αὐτοῦ ἐδίδασκεν αὐτοὺς λέγων,
1 Vedendo le folle, Gesù salì sulla montagna e, messosi a sedere, gli si avvicinarono i suoi discepoli. 2 Aprendo la bocca, li ammaestrava dicendo:
Primo atto:
3 Μακάριοι οἱ πτωχοὶ τῷ πνεύματι, ὅτι αὐτῶν ἐστιν ἡ βασιλεία τῶν οὐρανῶν.
4 μακάριοι οἱ πενθοῦντες, ὅτι αὐτοὶ παρακληθήσονται.
5 μακάριοι οἱ πραεῖς, ὅτι αὐτοὶ κληρονομήσουσιν τὴν γῆν. 3 «Beati i poveri in spirito,
perché di essi è il regno dei cieli.
4 Beati gli afflitti,
perché saranno consolati.
5 Beati i miti,
perché erediteranno la terra.
Secondo atto
6 μακάριοι οἱ πεινῶντες καὶ διψῶντες τὴν δικαιοσύνην, ὅτι αὐτοὶ χορτασθήσονται.
7 μακάριοι οἱ ἐλεήμονες, ὅτι αὐτοὶ ἐλεηθήσονται.
6 Beati gli affamati e assetati di giustizia,
perché saranno saziati.
7 Beati i misericordiosi,
perché a essi sarà fatta misericordia.
Terzo atto:
8 μακάριοι οἱ καθαροὶ τῇ καρδίᾳ, ὅτι αὐτοὶ τὸν θεὸν ὄψονται. 8 Beati i puri di cuore,
perché vedranno Dio.
Quarto atto:
9 μακάριοι οἱ εἰρηνοποιοί, ὅτι αὐτοὶ υἱοὶ θεοῦ κληθήσονται. 9 Beati i pacificatori (conciliatori),
perché saranno chiamati figli di Dio.
