LUCY RAILTON / MALIBU
INNER_SPACES AUTUNNALE 2025 - ITINERARI INSOLITI
Lunedì, 17 Novembre
h.20.30 Auditorium San Fedele
CONCERTO
LUCY RAILTON
Portali di Eternità, nuova opera commissionata da INNER_SPACES e Linecheck
Lucy Railton presenta Portali di Eternità, una nuova opera per violoncello ed elettronica multicanale, commissionata da INNER_SPACES e Linecheck. Il brano nasce come estensione di Les Portails, lavoro realizzato nel 2024 per il Groupe de Recherches Musicales (GRM), e si sviluppa ora in una forma più ampia e immersiva, pensata appositamente per lo spazio acustico e spirituale del San Fedele.
Railton, violoncellista e compositrice anglo-tedesca, è nota per la sua capacità di attraversare con grazia i confini tra musica classica, improvvisazione e sperimentazione elettronica. In Portali di Eternità, la sua ricerca si fa ancora più intima: il suono diventa veicolo di introspezioni interiori, aperture percettive e dissoluzioni del sé. L’opera si ispira alla figura di Olivier Messiaen, compositore e organista francese, la cui influenza spirituale permea l’intera performance. Railton dedica alcuni passaggi alla sua musica devozionale, culminando in una rilettura di Louange à l’Éternité de Jésus, originariamente scritta per Ondes Martenot.
Ma Portali di Eternità non è solo un omaggio: è un viaggio personale, un’esplorazione sonora che si muove tra soglia e trascendenza, tra corporeità e dissoluzione. Il suono del violoncello, trattato elettronicamente, si espande nello spazio, evocando portali invisibili verso dimensioni altre, dove il tempo si dilata e la percezione si fa visione.
Railton concepisce la musica non solo come forma d’arte, ma come atto di connessione spirituale. In Portali di Eternità, il suono è materia viva, capace di aprire varchi nell’esperienza ordinaria e condurre l’ascoltatore in uno stato di “accensione” sensoriale. È un invito a sentire il suono, più che ad ascoltarlo: a lasciarsi attraversare da esso, come da un soffio spirituale.
La composizione si sviluppa in stati successivi, come tappe di un pellegrinaggio interiore. Le trame elettroniche si intrecciano con il respiro del violoncello, creando un paesaggio sonoro che oscilla tra il concreto e l’ineffabile. Ogni passaggio è una soglia, un “portale” che si apre su un altrove: un luogo dove il linguaggio si dissolve e resta solo la vibrazione, la risonanza, la presenza.
Railton non cerca la narrazione, ma l’evocazione. Il suo lavoro si colloca nel solco di una tradizione che va da Giacinto Scelsi a Éliane Radigue, ma con una voce propria, profondamente contemporanea. In questo senso, Portali di Eternità è anche una riflessione sul ruolo dell’artista come medium: colui che, attraverso il suono, rende visibile l’invisibile.
A seguire, la serata si apre a un’altra dimensione con il live di Malibu, artista francese che ha saputo costruire un linguaggio sonoro unico, fatto di ambienti eterei, melodie sospese e riverberi profondi. Il suo ultimo album, da cui è tratto il live, è un viaggio emotivo e cinematografico, dove la voce si fonde con texture ambientali e armonie liquide.
Malibu si muove tra dream pop, ambient e sound art, con una sensibilità che richiama l’introspezione di Grouper e la delicatezza di Julianna Barwick. La sua performance al San Fedele si preannuncia come un’esperienza immersiva, dove il tempo si dilata e l’ascolto diventa contemplazione.
In dialogo ideale con l’opera di Railton, il live di Malibu chiude la serata come un sogno lucido: un paesaggio sonoro in cui perdersi, lasciandosi trasportare da onde di luce e suono. È un doppio appuntamento che celebra la musica come soglia, come portale verso il mistero.
