Giulio Aldinucci (I)

07/05/2018
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giulio aldinucci

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Giulio Aldinucci (nato nel 1981 a Siena) è un compositore italiano. Da anni è attivo nel campo della musica elettroacustica sperimentale e nella ricerca sul soundscape.

Ha composto otto album.

Oltre al suo contributo a varie opere collettive, ha scritto musiche per il teatro, la video arte e il cinema. La sua musica è presente in numerose compilation, tra cui Sound at Work – musica elettronica e lavoro ideata da Tempo Reale, il centro di ricerca sulla musica elettronica italiana fondato da Luciano Berio, e l’edizione speciale di The Wire Tapper che celebra il 50° numero con una selezione di catalogo della serie indietro di 20 anni, tra gli altri.

Giulio Aldinucci ha iniziato a comporre durante la sua adolescenza. Ha un background linguistico musicale e accademico.
Nel 2001 ha dato vita al progetto Obsil (la parola Obsil sta per “osservare il silenzio”): con questo nome ha pubblicato tre album tra il 2006 e il 2011.

Nel giugno 2013, prendendo spunto dalla rubrica di Gianmarco Del Re su Fluid Radio, Giulio Aldinucci e Attilio Novellino hanno tradotto il progetto Postcards from Italy in un album edito in CD da Oak Editions, un evento live al Cafe Oto (Londra) e un’installazione speciale alla SoundFjord Gallery (Londra) del collettivo AIPS e Gianmarco Del Re.

Nel 2015 esce Spazio Sacro (“Spazio Sacro”). Sette tracce caratterizzate da registrazioni sul campo effettuate in luoghi che in diversi modi sono legati all’idea di “sacro”. Il punto di partenza è una riflessione su come i riti umani definiscano nuovi paesaggi sonori (es. processioni, architetture di chiese e cattedrali o rovine di isolati santuari di montagna).

Il suo quinto album Borders and Ruins è stato pubblicato nel 2017. L’album è una riflessione sull’instabilità dei confini e sul loro impatto sul rapporto tra persone e territorio. È anche un diario sonoro incentrato sul rapporto tra le persone e il territorio.

Disappearing in a Mirror è stato pubblicato nel 2018 in vinile e cd. Questo lavoro mostra un approccio peculiare alla musica ambient con i droni e solleva la personalissima questione dell’identità.

Il suo ottavo album Shards of Distant Times è stato pubblicato nel 2020 in vinile e cd. Il lavoro esamina i confini più interni tra “l’io e il mondo” e osserva la membrana porosa tra passato e presente mentre allo stesso tempo affronta Internet come suono.