La stagione primaverile 2026 sarà presto annunciata.

RIVERBERI IN RISONANZA

LUN 26/01
h 20.30, Auditorium San Fedele
ROBERT SCHWARZ
Stridulations 1-14 per sistema immersivo multicanale
JONATHAN FITOUSSI & FANNY SAGE
Poème Symphonique, sintetizzatori e danza
in collaborazione con Forum austriaco di Cultura a Milano, Institut Français Milano, con il sostegno di Fondazione Nuovi Mecenati

LUN 02/02
h 20.30, Auditorium San Fedele
PERILA
ASH live A/V
KARA-LIS COVERDALE
From Where You Came
in collaborazione con Goethe-Institut Mailand

LUN 16/02
h 20.30, Auditorium San Fedele
HANS OTTE (1926-2007)
Das Buch der Klänge – il libro dei suoni (1982) per pianoforte e risonanze elettroniche
Alfonso Alberti pianoforte, Ars Discantica live electronics
EMPTYSET
Dissever 

LUN 02/03
h 20.30, Auditorium San Fedele
PAVEL MILYAKOV (Buttechno)
SANJU SAHAI, tabla e sitar

LUN 23/03
h 20.30, Chiesa di San Fedele
Miserere mei Deus Sacra rappresentazione
Michel Richard Delalande (1657-1726) – Miserere mei, Deus (1706)
Sarah Davachi, Miserere* per organo e live electronics
Giovanni Felice Sances (1600-1679), Stabat Mater dolorosa
 La Divina Armonia ensemble
Monica Piccinini, soprano
Noelia Reverte Reche, viola da gamba
Lorenzo Ghielmi, organo e direzione musicale
Ars Discantica
*Sarah Davachi, organo e live electronics

LUN 13/04
h 20.30, Auditorium San Fedele
PURELINK
DASHA RUSH

LUN 04/05
h 20.30, Auditorium San Fedele
HELENE GLÜXAM, contrabbasso e voce
JIM O’ROURKE, CHRISTIAN FENNESZ, EIKO ISHIBASHI
in collaborazione con Forum austriaco di Cultura a Milano e NASOM

LUN 18/05
h 20.30, Auditorium San Fedele
CORTEX OF LIGHT
THE ORB – ALEX PATERSON
live ambient

BIGLIETTI
Biglietti in biglietteria e in prevendita online su webtic a 22.50€ (+1€ di commissione) clicca qui
Disabili e invalidi (12€) Studenti (15€): unicamente acquistabile in biglietteria Auditorium: LUN-VEN 10.00-16.00, Via Hoepli 3/b Milano

INFO: musica@sanfedele.net

ABBONAMENTI
144€ anziché 188€, posto in platea. Per acquistare, contattare musica@sanfedele.net

La Fondazione Culturale San Fedele è lieta di annunciare l’edizione primaverile di INNER_SPACES, la rassegna di musica elettronica e arti audiovisive che continua a essere un punto di riferimento per la sperimentazione e la ricerca interdisciplinare. Intitolata Riverberi in Risonanza, la stagione si articola in otto appuntamenti, dal 26 gennaio al 18 maggio 2026, presso l’Auditorium San Fedele e la Chiesa di San Fedele di Milano, con la partecipazione di protagonisti di rilievo dell’elettronica contemporanea e delle arti digitali.

“Riverberi in risonanza” è un’immagine dei fenomeni acustici che non solo caratterizzano la produzione sonora, ma anche il suo sostenimento e la durata, parametri ampiamente impiegati nella musica elettronica. Le otto tappe della stagione primaverile si susseguono come onde concentriche, esplorando diverse modalità di riverberi in risonanza e configurazioni che travalicano l’ambito elettronico, abbracciando la danza, le tabla, il pianoforte e l’organo amplificato, le opere audiovisive, il jazz sperimentale e l’ensemble barocco in molteplici forme e combinazioni.

L’inaugurazione, lunedì 26 gennaio, vede per la prima volta nella storia di INNER_SPACES una performance multidisciplinare di musica e danza: il compositore francese Jonathan Fitoussi ai sintetizzatori modulari, con il suo Poème Symphonique, riprende elementi e risonanze della Prima sinfonia di Gustav Malher. La sua musica trova una singolare riverberazione nell’elemento visivo e corporeo della ballerina e coreografa Fanny Sage. Nella prima parte, l’architetto del suono viennese Robert Schwarz esplora le proprietà acustiche della comunicazione tra insetti, soffermandosi in particolare sui modelli spazio-temporali generati da fenomeni collettivi come lo sciame e la sincronizzazione. Ne risulta una struttura di echi e vibrazioni simpatetiche.

Il 2 febbraio, la compositrice, produttrice e polistrumentista canadese Kara-Lis Coverdale presenta From Where You Came con lo scopo di sintonizzarsi su una vibrazione comune tra terra e corpo attraverso il suono; considerando la composizione come un metodo di indagine interiore, l’artista trasforma le risonanze emotive di esperienze vissute in segnali elettronici. Mentre la sound artist berlinese d’adozione Perila, nella nuova opera audiovisiva ASH, propone una sorta di rituale per entrare in una temporalità rallentata e dilatata, producendo gradualmente una trasformazione sonora che passa dallo stato materico e minimale, fino a stabilizzarsi in riverberi tonali, simbolo di un raggiunto stato meditativo.

Un’immersione esplicita nella dimensione della risonanza è stata voluta dal compositore tedesco Hans Otte nella sua opera del 1984: Das Buch der Klänge (il Libro dei suoni). In essa ogni brano diventa la rappresentazione di un mondo interiore autonomo, un viaggio contemplativo alla riscoperta del suono, reso ancora più incisivo dall’intervento di Ars Discantica, che il 16 febbraio rielabora e spazializza nella sala in tempo reale le risonanze del pianoforte attraverso il live electronics. In netto contrasto si colloca il live set del duo britannico Emptyset dal titolo Dissever, un’esplorazione sonora con un approccio materico del suono, dove i riverberi si dissolvono e vengono assorbiti da stratificazioni noise.

Il 2 marzo, il live ambient audiovisivo di Pavel Milyakov (Buttechno) si muove alla ricerca di relazione tra suono, immagine e spazio che sbocca in una costruzione riverberante astratta. Una sorta di preludio al successivo solo di tabla del Pandit Sanju Sahai, tra i massimi interpreti della gharana (scuola) del Benares (India settentrionale). Il Maestro sceglierà un raga adatto all’Auditorium San Fedele, con una lenta intensificazione ritmica mediante un’ascesa che conduce fino alla decuplicazione delle figure ritmico-melodiche. È un’altra porta di entrata nelle pieghe più sottili e frammentate del riverbero che diventa vortice percussivo estatico.

I riverberi in risonanza trovano la loro piena e più appropriata attuazione il 23 marzo nello spazio naturalmente riverberante della chiesa di San Fedele per la sacra rappresentazione “Miserere mei Deus”. L’ensemble barocco di Lorenzo Ghielmi, con la soprano Monica Piccinini, eseguono due opere struggenti e di rara bellezza del tempo quaresimale, il Miserere in stile francese di Michel Richard Delalande e lo Stabat Mater di Giovanni Felice Sances, un’intensa passacaglia cromatica. Al centro del programma, un’opera commissionata da Inner_Spaces alla compositrice canadese Sarah Davachi per organo e live electronics sul tema del Miserere.

Il 13 aprile, sul palco di San Fedele si esibisce in anteprima il trio Purelink, giovane formazione di Brooklyn. Il loro progetto sviluppa un linguaggio sonoro che esplora la possibilità di sospendere la percezione del tempo attraverso movimenti rallentati. Trame ambient e dub si distendono in superfici rarefatte, dove i riverberi si dilatano fino a evocare una dimensione contemplativa. La producer Dasha Rush, invece, porta la risonanza verso una dimensione più cosmica e immersiva: i suoi paesaggi elettronici si dilatano nello spazio, aprendo scenari che oscillano tra introspezione ed esplorazione sonora.

Facendo interagire le sonorità percussive gravi e profonde del contrabbasso con una voce soffusa, a volte sussurrata, l’austriaca Helene Glüxam riesce a creare una tessitura che penetra nelle risonanze più intime dello strumento a corde e le prolunga in un canto essenziale. Nella seconda parte del concerto del 4 maggio, Jim O’Rourke, Christian Fennesz ed Eiko Ishibashi aprono la materia sonora a un versante insolito e collettivo: elettronica, chitarra e tastiere si fondono in un flusso che alterna densità e rarefazione, dove ogni timbro si riflette e si trasforma nell’altro.

Infine, il 18 maggio, il collettivo milanese Cortex Of Light sviluppa la dimensione della risonanza in ambito visivo e spaziale: il suono si intreccia con immagini e proiezioni, generando un ambiente immersivo in cui i riverberi diventano architettura luminosa. Quindi The Orb, pionieri dell’ambient elettronico, raccolgono questa tensione e la trasformano in flussi immersivi, dove stratificazioni ritmiche e campionamenti si dilatano in paesaggi sonori senza confini. L’incontro tra i due progetti segna una chiusura che unisce sperimentazione visiva e tradizione ambient, aprendo lo spazio del concerto a una percezione amplificata.