La stagione autunnale 2026 sarà presto annunciata.

LUN 06/07
h.20.30, Chiesa di San Fedele
Mottetti per 40 voci in 8 cori
CHOIR OF CLARE COLLEGE – Cambridge
CORO GIOVANILE CLAIRIÈRE, Conservatorio della
Svizzera italiana
ENSEMBLE CONCERTO SCIROCCO
Direzione Graham Ross, Brunella Clerici
Una coproduzione tra LAC Lugano e il Conservatorio della Svizzera italiana 

AUTUNNALE 2026 - RITRATTI TRASVERSALI

LUN 14/09
h 20.30 Auditorium San Fedele
BEATRICE DILLON
Nuova opera in residenza – premiere
LOSCIL
Lake Fire (audiovisivo)

LUN 28/09
h 20.30 Auditorium San Fedele
SYNTAX ENSEMBLE
musiche di Steve Reich e Ivan Fedele
BEN FROST
Nuova opera in residenza – premiere
in collaborazione con Syntax Ensemble

LUN 05/10
h 20.30 Auditorium San Fedele
MOR ELIAN
Solid Space
CARMEN VILLAIN
Memoria – prima italiana

LUN 19/10
h 20.30 Auditorium San Fedele
AHO SSAN
The Sun Turned Black
TIM EXILE
Nuova opera – premiere
con il supporto della Fondazione Nuovi Mecenati – Fondazione franco-italiana di sostegno alla creazione contemporanea, in collaborazione con Institut Français Milano

LUN 26/10
h 20.30 Auditorium San Fedele
HÉLÈNE VOGELSINGER
USTAD WASIFUDDIN DAGAR (dhrupad), MOHAN SHYAM SHARMA (Pakhawaj)
con il supporto della Fondazione Nuovi Mecenati – Fondazione franco-italiana di sostegno alla creazione contemporanea, in collaborazione con Institut Français Milano

LUN 09/11
h 20.30 Auditorium San Fedele
TBD
ANTICO (Alfio Antico, Colapesce, Mario Conte)
in coproduzione con Linecheck Music Meeting and Festival

LUN 16/11 
h 20.30 Auditorium San Fedele
COLLECTIF G: MAROUSSIA GENTET, MATVEY ZHELEZNYAKOV
George Crumb: Makrokosmos IV – Celestial Mechanics
Maurice Ravel: Rhapsodie espagnole
ANDY STOTT
con il supporto della Fondazione Nuovi Mecenati – Fondazione franco-italiana di sostegno alla creazione contemporanea, in collaborazione con Institut Français Milano

LUN 30/11
h 20.30 Chiesa di San Fedele
Sacra rappresentazione
IL CANTO DI ORFEO, dir. Gianluca Capuano
musiche di ARVO PÄRT
ROBERT LIPPOK
ARS DISCANTICA
In collaborazione con il Goethe-Institut Mailand

LUN 14/12
h 20.30 Auditorium San Fedele
LUIGI TOZZI presenta DEEP BLUE LIVE
POLE (STEFAN BETKE)
In collaborazione con il Goethe-Institut Mailand

BIGLIETTI E ABBONAMENTI

Biglietti in biglietteria e in prevendita online su DICE

Ridotto disabili, invalidi e studenti: € 15 unicamente acquistabile in biglietteria Auditorium

Biglietti online su DICE: da € 19 a € 24, commissioni incluse

ABBONAMENTI

Abbonamenti early bird online su DICE al costo di € 153 anziché € 216

Con la stagione autunnale 2026, INNER_SPACES rinnova il proprio impegno nell’esplorazione dei linguaggi più innovativi della musica elettronica e delle arti audiovisive, confermandosi tra le principali rassegne italiane dedicate alla sperimentazione e alla ricerca interdisciplinare. Dal 14 settembre al 20 dicembre, l’Auditorium San Fedele e la Chiesa di San Fedele di Milano ospiteranno nove appuntamenti riuniti sotto il titolo “Ritratti trasversali”, un percorso con diverse opere inedite in residenza e anteprime che mette in dialogo artisti, estetiche e pratiche creative accomunati da una costante tensione verso la ricerca. Il ritratto è un genere che percorre tutta la storia dell’arte e della letteratura nel tentativo di rappresentare in pochi tratti alcune caratteristiche essenziali di una persona. Una sfida audace sospesa tra economia di mezzi e necessità di evocare, in un istante, l’unicità del marchio personale.

I Ritratti trasversali della nuova stagione presentano gli artisti in questa veste di singolarità, di tratto distintivo che diventa cifra stilistica riconoscibile, ma attraversando e associando generi, epoche, tradizioni e generazioni diverse. Alcuni dei protagonisti arrivano da storie lunghe e consolidate, altri da scene più recenti, altri ancora da tradizioni che mantengono una continuità secolare. C’è chi lavora sulla durata e sulla memoria, chi sulla tensione sonora, chi sulla trasmissione orale di una pratica antica, chi sulla relazione tra immagine e suono, chi sulla trasformazione in tempo reale del materiale elettronico. Ogni artista porta un modo preciso di intendere l’ascolto, e il loro incontro produce una costellazione di approcci trasversali.

Come figura paradigmatica dell’intero ciclo va menzionato Arvo Pärt, il cui ritratto, il 30 novembre, delinea gran parte del suo percorso musicale dagli anni della svolta tintinnaboli nel 1976 fino alla produzione più recente. Ma l’itinerario del musicista estone è anche teologico e spirituale. La sua opera è un vasto cantiere che esplora le dimensioni della fede cristiana.

Accanto ad Arvo Pärt, la stagione accosta figure che hanno definito modalità molto diverse di pensare il suono e l’ascolto. Steve Reich ha fatto della pulsazione e dei processi graduali una delle grammatiche fondamentali della musica contemporanea, mentre Ivan Fedele ha sviluppato una scrittura in cui rigore costruttivo e immaginazione timbrica si mantengono in costante equilibrio. Se Pärt ricerca la massima concentrazione con mezzi ridotti, Ben Frost porta il suono verso una soglia opposta: le sue opere trasformano materia elettronica, rumore e intensità fisica in una forma di esperienza immersiva che ha ridefinito il rapporto tra musica sperimentale e percezione corporea. Una tensione diversa attraversa anche il lavoro di Aho Ssan, tra composizione elettroacustica e culture digitali, mentre Tim Exile fa della trasformazione in tempo reale il centro della propria pratica, mettendo in discussione i confini tra composizione, improvvisazione e performance.

Altri artisti lavorano invece sulle qualità più elusive del suono. Una sensibilità affine per la continuità e le trasformazioni impercettibili si ritrova nella ricerca di Stefan Betke in arte Pole, che ha fatto dell’errore tecnologico e della fragilità del segnale una vera cifra poetica, e nelle architetture ambient di Loscil, capaci di evocare spazi, memorie e fenomeni naturali attraverso una scrittura sonora di grande precisione. A questa attenzione per la forma sonora e per la percezione dello spazio appartiene anche Robert Lippok, la cui ricerca combina rigore compositivo, sensibilità timbrica e un costante interesse per le qualità fisiche e architettoniche del suono.

Tra le voci più originali della generazione attuale, Beatrice Dillon indaga nuove forme di organizzazione ritmica e timbrica, sottraendosi alle convenzioni tanto della musica elettronica quanto della scrittura accademica. Mor Elian, proveniente dalla cultura del club ma attiva ben oltre i suoi confini, sviluppa un linguaggio che coniuga dettaglio microscopico, spazialità e ricerca materica. Carmen Villain, con un percorso che intreccia ambient, field recording e una sensibilità melodica rarefatta, costruisce paesaggi sonori in cui la dimensione atmosferica diventa una forma di narrazione intima e stratificata. Hélène Vogelsinger, attraverso l’uso del sintetizzatore modulare come strumento performativo, dà vita a tessiture in lenta espansione, dove il gesto elettronico mantiene una qualità artigianale e meditativa, trasformando lo spazio in un organismo sonoro in continua evoluzione.

Un altro asse della stagione è quello della trasmissione. Wasifuddin Dagar rappresenta una delle più autorevoli voci viventi della tradizione dhrupad, una pratica musicale che attraversa i secoli mantenendo intatto il rapporto tra disciplina, oralità e contemplazione. Una memoria che riaffiora, in forme del tutto diverse, anche nel lavoro di Colapesce, Alfio Antico e Mario Conte, dove materiali provenienti da tradizioni popolari e repertori antichi vengono riletti come materia viva e contemporanea il 9 novembre in un live strumentale di elettronica e percussioni realizzato in coproduzione con il festival Linecheck.

Completano questa costellazione artisti che hanno saputo costruire universi immediatamente riconoscibili: Andy Stott, con la sua radicale ridefinizione delle possibilità espressive della musica elettronica attraverso ritmi rallentati e dense stratificazioni timbriche; il Collectif G, che attraversa il repertorio del Novecento storico mettendone in luce la forza visionaria; Luigi Tozzi, che esplora le profondità dello spazio acustico come una vera dimensione compositiva e porta dal vivo il suo lavoro puramente ambient Deep Blue.