Musica nelle cattedrali francesi tra Otto e Novecento

INNER_SPACES PRIMAVERA 2026 - RIVERBERI IN RISONANZA

Domenica, 14 Giugno

h.16.30 Chiesa di San Fedele

CONCERTO

INGRESSO LIBERO

PROGRAMMA

GABRIEL FAURÉ (1845 – 1924)

Ave Maria
Tantum ergo

 (Coro di Voci Bianche della Civica Scuola di Musica Claudio Abbado)

Valerio Calegari, pianoforte – Fabio Zambon, direttore

*  *  *  *
LÉO DELIBES (1836 – 1891)
Gloria in excelsis Deo
dalla Messa Breve per Coro femminile a 2/3 voci e pianoforte
direttore: Valerio Calegari

GABRIEL FAURÉ (1845 – 1924)
Maria Mater Gratiæ – Coro femminile a 2 voci e organo

CAMILLE SAINT-SAËNS (1835 – 1921)
Quam dilecta – Coro a 4 voci e organo

Inviolata – Soprano solo e organo

CHARLES GOUNOD (1818 – 1893)
Magnificat – Soprano solo, Coro a 4 voci e organo

GIOACHINO ROSSINI (1792 – 1868)
Ave, Maria – Coro a 4 voci e pianoforte

DANIEL FRANÇOIS ESPRIT AUBER (1782 – 1871)
Gloria – Coro a 4 voci e organo

GABRIEL FAURÉ
En prière – Soprano solo e pianoforte

Cantique de Jean Racine – Coro a 4 voci e organo o pianoforte

CÉSAR FRANCK (1822 – 1890)
Salmo 150 – Coro a 4 voci e organo

I CIVICI CORI
(Francesco Girardi, Fabio Zambon, Maestri preparatori)

Misaki Takahashi, soprano
Luigi Panzeri, organo – Fabio Zambon, pianoforte

direttore: Mario Valsecchi

I Civici Cori hanno scelto di dedicare qualche anno della propria attività corale allo studio e alla presentazione al pubblico in concerto di pagine significative del repertorio corale europeo composto nell’Ottocento. Abbiamo iniziato lo scorso anno, prestando attenzione a musiche di autori austro-tedeschi: Felix Mendelsshon, Franz Schubert e Anton Bruckner. In quest’anno di attività, 2025/2026, le opere scelte per gli allestimenti riguardano il repertorio, sempre ottocentesco, francese.

Il programma del Concerto comprende, quindi, opere di César Franck, Camille Saint-Saëns, Charles Gounod, Gabriel Fauré, accanto ad altre di Daniel Auber e Léo Delibes. L’inserimento dell’italianissimo Gioachino Rossini, trova ragione nel fatto che il grande compositore “nato per l’Opera Buffa” – come egli stesso si definisce – nel 1829, all’età di 37 anni – abbandona il Teatro musicale e si trasferisce in Francia. Non smetterà di comporre; si dedicherà alla musica da camera, vocale e strumentale, e alla musica religiosa. Proprio in quest’ambito comporrà le opere più significative e, nello stesso tempo, originali: lo Stabat Mater per soli, coro e orchestra, la Petite Messe Solennelle, per soli, coro, 2 pianoforti e harmonium, e molte altre composizioni di organico minore, tra le quali l’Ave Maria presentata nel programma di questo Concerto. Un dato che accomuna molti dei compositori presi in considerazione è l’aver svolto attività “professionale” di organista in diverse chiese di Parigi (Sainte Clotilde, Saint Sulpice, Saint Eustache, La Madeleine, Cattedrale di Notre Dame, Saint Germain des-Prés). Sono stati quindi “attori”, per la parte musicale, nelle liturgie che venivano celebrate. Hanno svolto, nel ruolo di organisti, anche attività concertistica in diverse Nazioni europee e didattica nei Conservatori di Musica della Francia.
Molti di loro sono conosciuti, principalmente, per la composizione di opere per grande organico: Sinfonie, Poemi sinfonici, Concerti per soli e orchestra, Opere liriche, Messe solenni con soli, coro e orchestra, oltre a musica “sinfonica” per organo. In comune, oltre all’appartenere al medesimo periodo storico, hanno anche l’aver svolto le funzioni di organista su strumenti della stessa fattura: gli organi di Aristide Cavaillé-Coll. Le sonorità di questi organi maestosi e ricchi di timbri ispirati all’imitazione dell’orchestra sinfonica “romantica” francese e dotati di notevoli possibilità espressive hanno sicuramente “condizionato” positivamente lo stile e le sonorità delle composizioni propriamente organistiche ma hanno anche ispirato la sensibilità verso una vocalità corale piena, fusa, legata e anche capace di raffinate dolcezze sonore.
Il brano Jubilate Deo di Flor Peeters, a conclusione del Concerto, costituisce una specie di “fuori programma”. Infatti l’autore è belga e la composizione appartiene al Novecento; sono, però evidenti, pure attraverso il linguaggio armonico “moderno”, i forti legami con lo stile francese tardo ottocentesco nell’evocazione di un’ambientazione musicale modaleggiante e nello stretto legame melodico-ritmico volto alla rappresentazione del contenuto testuale.

CHARLES GOUNOD (1818–1893)

Magnificat – Soprano, coro a 4 voci e organo
Il Magnificat di Gounod appartiene alla produzione sacra più matura del compositore. La scrittura alterna sezioni solistiche e corali con un linguaggio armonico chiaro, tipico della sua estetica devota e melodicamente lineare. L’organo sostiene senza sovrastare, secondo la prassi liturgica francese dell’epoca.

Sicut cervus – Coro a 4 voci e organo
Non si tratta di una rielaborazione del celebre mottetto di Palestrina, ma di una nuova impostazione del testo del Salmo 42. Gounod adotta uno stile più omofonico e cantabile, con un uso moderato della modulazione, adatto alla funzione liturgica.

LÉO DELIBES (1836–1891)

Gloria in excelsis Deo – dalla Messa Breve per coro femminile e organo
Delibes è noto soprattutto per il teatro musicale, ma la Messa Breve mostra la sua abilità nel trattare voci bianche e cori femminili, molto diffusi nelle cappelle francesi dell’Ottocento. Il Gloria alterna sezioni sillabiche a momenti più lirici, con un accompagnamento organistico essenziale.

CAMILLE SAINT-SAËNS (1835–1921)

Quam dilecta – Coro a 4 voci e organo
Composto nel 1865, il brano riflette la formazione organistica di Saint-Saëns e la sua attenzione alla chiarezza contrappuntistica. Il testo del Salmo 84 è trattato con equilibrio tra omofonia e brevi imitazioni.

Inviolata – Soprano e organo
Un mottetto mariano di dimensioni contenute, costruito su una linea vocale molto cantabile. L’organo svolge un ruolo di sostegno armonico, con brevi interludi che richiamano la scrittura organistica liturgica francese.

GIOACHINO ROSSINI (1792–1868)

Ave, Maria – Coro a 4 voci e organo
Il brano appartiene alla produzione sacra degli ultimi anni, quando Rossini, ritiratosi dal teatro, compose numerosi pezzi liturgici e para-liturgici. L’Ave Maria presenta la tipica scrittura “piana” del Rossini tardo, con armonie semplici e un uso misurato del cromatismo.

GABRIEL FAURÉ (1845–1924)

Ave verum corpus – Coro femminile a 2 voci e organo
Un breve mottetto che riflette l’estetica sobria e luminosa di Fauré. La scrittura a due voci femminili richiama la tradizione delle scuole corali francesi.

En Prière – Soprano e pianoforte
Composto nel 1890, è uno dei brani devozionali più noti di Fauré. La linea vocale, di grande semplicità, si appoggia su un accompagnamento pianistico che alterna accordi arpeggiati e progressioni modali tipiche del suo stile.

Cantique de Jean Racine – Coro a 4 voci e organo/pianoforte
Scritto nel 1865, quando Fauré era ancora studente all’École Niedermeyer, è uno dei suoi primi lavori pubblicati. La scrittura corale è già matura: frasi ampie, armonie morbide, un uso misurato della modulazione. È uno dei brani più rappresentativi della rinascita della musica sacra francese.

FRANCIS POULENC (1899–1963)

Salve, Regina – Coro a 4 voci
Hodie Christus natus est – Coro a 4 voci
Entrambi i mottetti appartengono alla produzione sacra degli anni Trenta, successiva alla “conversione” spirituale del compositore dopo il pellegrinaggio a Rocamadour (1936). La scrittura alterna sezioni omofoniche a passaggi più vivaci, con un linguaggio armonico che unisce semplicità modale e improvvisi accenti espressivi.

CÉSAR FRANCK (1822–1890)

Salmo 150 – Coro a 4 voci e organo
Il Salmo 150 è uno dei brani sacri più noti di Franck. La scrittura corale è solida e luminosa, con un organo trattato in modo quasi sinfonico, secondo la tradizione inaugurata dagli organi Cavaillé-Coll. Il carattere celebrativo del testo si riflette in un uso progressivo dell’armonia e in un crescendo finale tipico del suo stile.