BEATRICE DILLON / LOSCIL
AUTUNNALE 2026 – RITRATTI TRASVERSALI
Lunedì, 14 Settembre
h.20.30 Auditorium San Fedele
CONCERTO
BEATRICE DILLON
Untitled, opera in via di sviluppo.
LOSCIL
Lake Fire (audiovisivo)
L’apertura dell’Autunnale 2026 è affidata a due figure che condividono una sensibilità per la forma, la percezione e l’economia del suono. Beatrice Dillon, una delle voci più originali della scena elettronica contemporanea, presenta Untitled, una selezione di nuovi lavori solisti ancora in fase di sviluppo, realizzati durante una residenza artistica presso San Fedele. Il progetto approfondisce alcuni dei nuclei centrali della sua ricerca: la frammentazione del pattern, l’organizzazione dello spazio sonoro e una pratica della sottrazione che affida alla misura e al controllo la costruzione della tensione musicale. La sua scrittura, che attraversa ritmi irregolari, microstrutture e una raffinatissima definizione timbrica, si colloca in un territorio di confine: non appartiene né alla club culture né alla tradizione accademica, ma costruisce un linguaggio personale fatto di asimmetrie, geometrie sonore e continui slittamenti percettivi. Dillon lavora su materiali essenziali, trasformati attraverso minime variazioni che modificano progressivamente la percezione del tempo e dello spazio, privilegiando processi di rarefazione rispetto all’accumulo e facendo dell’equilibrio tra presenza e assenza uno dei tratti distintivi della propria poetica.
La sua presenza inaugura perfettamente il tema dei Ritratti trasversali: un’artista che ha definito una cifra stilistica immediatamente riconoscibile pur muovendosi ai margini di ogni etichetta.
Accanto a lei, Loscil (Scott Morgan) presenta Lake Fire, un lavoro audiovisivo che prosegue la sua lunga indagine sulle qualità ambientali del suono. Da oltre vent’anni Morgan costruisce paesaggi che uniscono rigore compositivo, attenzione per la risonanza e una sensibilità quasi cinematografica per lo spazio. Le sue opere evocano fenomeni naturali, memorie geografiche, atmosfere sospese: non descrivono, ma suggeriscono. Lake Fire si inserisce in questa linea, intrecciando immagini e suono in un continuum percettivo in cui la dimensione ambientale diventa un luogo mentale. La combinazione con l’acustica dell’Auditorium San Fedele, progettato per un ascolto immersivo, permette di percepire le stratificazioni e la delicatezza delle sue transizioni.
