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20-21/09/2021

h.20 Auditorium San Fedele

 

Éliane Radigue
L’Île Re-Sonante

David Monacchi
Stati d’Acqua

 
Interpretazione acusmatica: Giovanni Cospito e Massimo Colombo
 

Ingegnere del suono: Massimo Colombo

 

Il concerto inaugurale propone per la prima volta in Italia con l’acusmonium un’opera di riferimento del repertorio elettronico, “L’Île Re-sonante” di Eliane Radigue, un ampio continuum di 55 minuti, di intensa stratificazione timbrica, un viaggio metaforico tra la vita e la morte.

ÉLIANE RADIGUE
L’Île Re-sonante

Grande opera in un unico movimento, l’incipit è un’oscillazione graduale che pulsa attraverso il silenzio. I cicli delle onde si concentrano progressivamente per diventare un tutt’uno con l’ambiente. Colpisce la sezione di incroci in loop di voci femminili illusorie che costituiscono uno dei momenti più memorabili dell’opera di Radigue, forse anche nella storia del minimalismo in generale. L’armonia di base del drone matriciale, giunge a un solare accordo bruckneriano, poi si sposta su un’altra immagine sfocata, e l’ARP (sintetizzatore) di Radigue ritorna in modo dominante, proiettando i relitti sonori nel luogo dove si incontrano luce e oscurità. Un viaggio nel cuore del suono. In sintesi: da droni sonori a suoni granulari finissimi, si crea un’atmosfera di semi-coscienza, che sospende tutti gli spunti acustici, confinandosi in uno stato di “sognare ad occhi aperti”.
Scrive Eliane Radigue nel programma della prima esecuzione de L’Île Re-sonante: “Progetto nato nel novembre 1998, per il CNMAT di Berkeley e David Wessel il suo direttore. Primo titolo: «Île Sonante» in riferimento a…
Ma anche un titolo che sembrava così appropriato al luogo, sospeso sul fianco di una collina a cui dà accesso una passerella. Michel Chion mi aveva gentilmente autorizzata a co-usare questo titolo. Divenne poi evidentemente “Re-sonante”, in via di sviluppo, un ri-torno alle fonti sonore analogiche, dopo un lungo e totalmente infruttuoso tentativo di conversione ai mezzi MIDI e ad altri modi digitali. Ringrazio Gérard Pape per aver proposto la riabilitazione del Serge Modular e David Jisse per averlo accolto nel suo studio. Le ore trascorse con il Serge Modular, magnifico strumento, mi hanno riportato indietro di qualche decennio, ai tempi della mia scoperta dell’ARP. Ho provato a unire le qualità di questi due strumenti, che sono tra i migliori di quella generazione, essendo la loro data più o meno la stessa… ‘Re-sonante’ riguarda pure la concezione di quest’opera, una costruzione molto classica, in cui la prima parte si rifletterebbe nella parte centrale, che sarebbe come lo specchio di un lago, da cui emergerebbe la terza parte, sia dalle sue profondità che dal suo riflesso. Ringrazio gli staff CCMIX e Muse en Circuit per la loro ospitalità, in particolare Stéphane Kim che ha saputo dar vita con pazienza e passione al “bel Serge”, e Brian O’Reilly per la sua competente e dedicata assistenza alla realizzazione del mix finale di questa ‘Île Re-sonante’ negli studi del CCMIX.” (Éliane Radigue)

 

DAVID MONACCHI
Fragments of Extinctions

Dal 1990, il compositore David Monacchi ha diretto registrazioni sul campo in Europa, Africa, Sud-Est asiatico, Nord e Sud America. Durante un progetto pilota del 2002 nell’Amazzonia brasiliana condotto in collaborazione con Greenpeace, Monacchi ha registrato i suoi primi “ritratti sonori” ad alta definizione di un ecosistema tropicale intatto. Seguirono altre missioni in Borneo, Africa ed Ecuador. Con queste registrazioni uniche delle foreste primarie ha composto opere di field recording eccezionali, ed eco-acustiche, opere create per esaltare i suoni originali dei paesaggi intervenendo artificialmente nello spettro sonoro.
Fragments of Extinction è un progetto interdisciplinare con una determinata spinta ambientalista, che integra l’indagine scientifica e i modi in cui le loro caratteristiche estetiche dei paesaggi sonori possono essere esplorate, interagite e presentate al pubblico.
I paesaggi sonori di questi ecosistemi, registrati in alta fedeltà con tecniche stereofoniche e first order ambisonics per l’esecuzione in un teatro eco-acustico, mantengono comunque la qualità originaria grazie al sistema di diffusione dell’Acusmonium SATOR.

“L’idea di registrare la purezza del suono naturale si è evoluta col tempo, nel mio lavoro, in registrazioni spazio-conservative che non solo registrano tempo, frequenza e timbri ma anche lo spazio, la relazione spaziale fra i suoni, la vicinanza, la direzione. E forse un mindscape arrivava da lì, dalla conseguenza diretta dell’analizzare in modo specifico le relazioni spaziali fra i suoni. Una valle, due usignoli che si cinguettano da una parte all’altra della valle, i grilli che ne fanno tappeto sonoro… Tutto ciò spesso viene dato per scontato, la struttura di questo suono è spesso banalizzata, ma se si analizza questa cosa con profondità, si può visualizzare realmente lo spazio attraverso il suono. Il mindscape non è inventivo, ma arriva nel riportare una fedeltà del suono che è organizzazione dei paesaggi sonori.” (David Monacchi)